venerdì 29 aprile 2011

Bambini e animali

"Bambini e Animali" è il titolo di un bellissimo saggio di uno psicologo e pedagogista italoamericano, Frank Ascione, il quale ha voluto sottolineare come fra i bambini e gli animali si crea un legame speciale, proprio perchè sono molto simili. Il libro sottolinea come, di solito, le violenze sugli animali domestici sono strettamente connesse alla violenza su bambini e donne. Per capire meglio, se in una famiglia c'è un animale maltrattato, molto probabilmente anche i bambini  saranno sottoposti a violenza, di solito da parte del padre, ma non sempre. In America i veterinari che si imbattono in un caso di animale maltrattato, hanno l'obbligo di allertare la polizia ed i servizi sociali, i quali sono tenuti ad effettuare dei controlli in quella famiglia, per verificare che le violenze riguardino solo gli animali e non coinvolgano anche le persone. Purtroppo in Italia i legislatori non sono stati così lungimiranti, ed il maltrattamento animale, pur essendo oramai un reato penale, non implica controlli più approfonditi sul soggetto che commette la violenza, nè tantomeno un controllo sui membri della sua famiglia. Il dottor Ascione ha messo in luce una verità agghiacciante, anche se apparentemente ovvia: chi maltratta gli animali, molto spesso (in una altissima percentuale) diventerà un adulto violento. Alcuni casi di bambini che hanno seviziato animali, hanno messo in luce come quegli stessi bambini, una volta diventati adulti, sono diventati degli assassini, passando in una escalation di violenza che comincia dagli animali e passa inevitabilmente alle persone. Ecco perchè è molto importante insegnare ai bambini, fin da piccolissimi, che gli animali vanno rispettati e non maltrattati, che non sono giocattoli di cui disporre a nostro piacimento ma esseri viventi che amano e soffrono esattamente come noi umani. Soltanto il migliore esempio farà di un futuro cittadino di domani una persona rispettosa dei diritti degli altri, animali ed umani.

lunedì 18 aprile 2011

Il bene comune

Bentornati su questo blog: oggi vorrei parlare del bene comune. Forse qualcuno si starà chiedendo cosa centri tutto questo con gli animali, ma sarete sorpresi di scoprire come il bene comune passa anche da questi esseri viventi, a torto considerati inferiori (!) alla specie umana. Nel mio paese (Scalea, in provincia di Cosenza), in data 7 febbraio 2011, avevo fatto richiesta al Comune, tramite l'associazione Z.O.E. di cui sono presidente, di un aiuola pubblica dove gestire un area sgambamento cani. Si chiama così uno spazio, spesso recintato, dove i proprietari di cani portano i loro amici a quattro zampe e li lasciano liberi di correre e giocare fra i loro simili. Tutte le città degne di questo nome hanno un'area dedicata ai cani, anche perchè sono sempre di più i cani nelle nostre famiglie, e per i proprietari è bello avere un posto dove poter lasciare liberi i loro amici senza creare problemi alle altre persone. Tutto questo, converrete con me, rientra nel concetto di bene comune, cioè tutto quello che va a fare gli interessi della comunità e non del singolo. Purtroppo oramai in Italia siamo diventati il paese della libertà, nel vero senso, poichè ognuno si sente libero di agire in base al suo interesse personale, senza pensare minimamente agli altri. Ma la cosa diventa ancora più grave quando ad agire così non sono i semplici cittadini, ma gli stessi rappresentanti delle Istituzioni, come ad esempio il Sindaco e la Giunta comunale. La politica non mi è mai interessata nè piaciuta, e lascio volentieri ad altri più qualificati di me il compito di occuparsene; ma quando, da cittadina, vedo delle palesi violazioni ai miei diritti, ritengo che sia giunto il momento di alzare la voce e farsi sentire. Pare che il Comune di Scalea, forse per rimpinguare le casse comunale a secco, cosa di cui si lagnano Sindaco e giunta da un anno circa, abbia deciso di vendere..no, mi correggo: abbiano già provveduto a vendere (in data 24 marzo 2011) una aiuola pubblica di circa trecento metri quadrati, in zona centrale, alla folle somma...tenetevi forte! di 774 euri!!! Si, signori miei, avete capito bene: settecentosettantaquattroeuri. Certo, una boccata d'aria fresca per le vuote casse comunali. E, indovinate un pò: l'aiuola in questione è proprio quella che avevo richiesto per trasformarla in una area sgambamento,cioè in un posto di pubblica utilità. Lasciamo da parte il fatto che ignoravo che gli spazi pubblici potessero essere venduti a privati cittadini senza colpo ferire, tra l'altro ad un prezzo di molto inferiore alla quotazione di mercato. A questo punto mi chiedo: se è possibile vendere una pubblica aiuola, sarà possibile anche vendere altri spazi pubblici, e, visti i prezzi competitivi, andranno letteralemente a ruba! Quindi,dalle pagine di questo blog, vorrei inoltrare formale richiesta al Comune di Scalea per acquistare la villa comunale. Ho calcolato che, in base ai prezzi, dovrei pagarla una bazzecola! Visto che si è completamente perso di vista il bene comune, invito tutti gli interessati a farsi avanti per acquistare pezzi della nostra bella cittadina, a cominciare dalla Torre Talao: pensate che resort a quattro stelle potrebbe farci unj impreditore lungimirante! Alla prossima, dalla vostra VetAnna!

mercoledì 6 aprile 2011

QUANDO FINIRA'?

Un breve servizio di Rete 3 Digiesse, televisione locale di Praia a Mare, ha portato alla ribalta l'ennesimo caso di avvelenamento di cani randagi nella cittadina di Tortora. Oramai il problema randagismo è diventato endemico delle nostre zone, ma non è certo questo il modo giusto di risolverlo. Purtroppo le Istituzioni, a Tortora come in tantissimi altri paesi e città italiane, soprattutto al Sud, si sono sempre dimostrate poco attente al problema, mettendolo sempre agli ultimi posti per quello che riguarda le cose da fare. Quello che le persone pare non vogliano capire, è che i cani (come gli altri animali, domestici e non) non sono giocattoli da usare finchè ci fa comodo o da mostrare come simboli di potere o richezza. Si tratta invece di esseri senzienti, con una loro intelligenza e sensibilità, e naturalmente con i loro bisogni, che non devono essere sottovalutati. Il bisogno di riprodursi è un bisogno insopprimibile e assolutamente naturale e legittimo per un animale; molti, per finto pietismo, pensano che fare sterilizzare il proprio animale sia crudele, ma non si fermano a riflettere sul fatto che cani non sterilizzati partoriscono ogni sei mesi, aumentando in tal modo il numero di randagi presenti sul territorio. Quale soluzione proporre allora per tentare di arginare il fenomeno? Sicuramente una forte campagna di sterilizzazione dei cani di proprietà è il primo passo per evitare gravidanze indesiderate e cuccioli abbandonati in mezzo alla strada. In secondo luogo, attivazione dei corsi per il patentino, da consigliare a chiunque ha già o è in procinto di prendere un cane, esattamente come si fa per chi vuole ottenere la patente per auto e motorini. Accrescere la consapevolezza delle persone è il primo e fondamentale passo per cercare di fermare il circolo vizioso degli animali abbandonati. A presto da VetAnna!