sabato 19 settembre 2015

Richieste di condanna per il bimbo sbranato a Scicli da un branco di cani randagi

leggisentenzeChiesta una condanna a 5 anni e mezzo di reclusione per l’ex sindaco di Scicli. Chiesto il carcere anche per i dirigenti veterinari della Asp ragusana.
Il pm ha formulato le richieste di condanna nell'amito del processo sui cani"killer" della contrada “Pisciotto”. La vittima- il 15 marzo del 2009-  fu Giuseppe Brafa, un bambino di 10 anni, sbranato vivo da un gruppo di cani randagi, mentre pedalava la sua bici. Giuseppe Brafa aveva riportato numerose e gravi ferite vascolari, lesioni in molte parti del corpo, gravissime quelle riportate alla testa provocate dalle morsicature. L'episodio ebbe vasta eco mediatica e politica e non fu un caso isolato: altre aggressioni si erano verificate nella stessa zona interessando gravemente un altro bambino e alcuni adulti.
Il Comune di Modica emanò un'ordinanza esecutiva di abbattimento. Gli accertamenti rivelarono successivamente che i cani vaganti erano riconducibili ad un privato cittadino, al quale era stata la stessa Procura ad affidare i cani. La Asl Veterinaria subito dopo i fatti diede una propria lettura del fenomeno del randagismo e del vagantismo del territorio.

Le richieste del PM- L'ex Sindaco di Scicli (Ragusa)  è accusato di omicidio colposo in concorso, e anche i dirigenti del comune e il tenutario del canile devono risponderne. Il pm, al termine della sua requisitoria dinanzi al collegio penale, ha chiesto una pena complessiva per tutti gli imputati di 28 anni di carcere, di cui 18 anni e mezzo per i 3 medici veterinari dell’Asp 7 di Ragusa. Per uno di questi ultimi,  la pubblica accusa ha ravvisato maggiori responsabilità, e chiesto 8 anni e un mese di carcere; per gli altri dirigenti veterinari le richieste sono di 6 anni e 5 mesi e di 4 anni di reclusione.
Si alleggerisce invece la posizione del detentore dei cani, l’unico tra gli imputati ad avare subito l’arresto e il carcere per la morte del bambino. Il pm ha chiesto per lui 3 anni e 9 mesi di reclusione per il reato di omicidio colposo, chiedendo l’assoluzione per resistenza a pubblico ufficiale, escludendo l’aggravante della consapevolezza, anche se la sua condotta – come ha sottolineato la pubblica accusa – ha portato all’assembramento di un gruppo di cani in zona, e ha chiesto la prescrizione per i reati ambientali che gli erano stati ascritti.
Coimputato nel procedimento anche un  dipendente del comune di Scicli,  per il quale sono stati chiesti 4 mesi di carcere. Per le prossime ore sono attese le arringhe difensive, dopodiché comincerà la lunga camera di consiglio, anche se è probabile che la sentenza non venga emessa prima di qualche giorno.

Gli stessi cani, qualche giorno dopo l'aggressione letale, attaccarono anche una ragazza - residente in Germania- che faceva jogging di primo mattino sulla spiaggia di Sampieri, sfregiandole il viso e lasciandole ferite di cui ancora oggi porta le cicatrici, alcune delle quali mostrate in aula. La ragazza ha testimoniato che i cani la accerchiarono all’improvviso sulla spiaggia deserta e la attaccarono, azzannandola al volto e alle braccia. Poco distante si trovava lo stesso ex Sindaco, che assistette alla scena; il tempestivo intervento di un carabiniere della compagnia di Modica, mise in fuga i cani.

Oltre alla donna, si sono costituite parti civili i genitori e i parenti di Giuseppe Brafa, l’Asp di Ragusa e lo stesso comune di Scicli. Si attende ora la sentenza. (fonte) (fonte)

I cani abbaiano? Fatto normale


barkingE' illegittima l’ordinanza urgente del Sindaco che intima ad un proprietario di realizzare di una barriera idonea ad attutire la rumorosità dei cani.

È nulla l’ordinanza con cui il sindaco intima al concittadino di provvedere, con immediatezza, allo spostamento dei cani di sua proprietà in modo da impedire loro l’accesso nell’area a ridosso dell’abitazione del vicino, nonché di installare, al confine con la proprietà di quest’ultima, una barriera idonea ad attutire la rumorosità procurata dall’abbaiare degli animali entro dieci giorni.

Lo ha stabilito il Tar di Lecce con la sentenza n. 2684pubblicata il 10 settembre 2015. Per il Tribunale ha ragione il cittadino ricorrente, proprietario del cane: il Sindaco ha compiuto una illegittima utilizzazione del potere straordinario di ordinanza contingibile ed urgente.

Tratto dalla sentenza- "Il potere di urgenza può essere esercitato solo per affrontare situazioni di carattere eccezionale e imprevisto, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali non sia possibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall'ordinamento giuridico e unicamente in presenza di un preventivo accertamento della situazione, fondato su prove concrete e non su mere presunzioni: tali presupposti non ricorrono, dunque, laddove il Sindaco possa fronteggiare la situazione con rimedi di carattere corrente nell’esercizio ordinario dei suoi poteri, ovvero la situazione possa essere prevenuta con i normali strumenti apprestati dall'ordinamento.

"Nel caso in esame, l’ordinanza impugnata è stata adottata sul presupposto della presenza di due cani all’interno di una proprietà privata a cagione del loro abbaiare nelle vicinanze di una proprietà privata “quando gli stessi si rendevano conto della presenza di estranei. Appare quindi evidente che la stessa non è stata adottata al fine di tutelare la salute e incolumità pubblica, bensì il disturbo di un vicino, peraltro accertato solo ove si verifichi la presenza di estranei, e quindi una circostanza non rientrante nella eccezionalità e imprevedibilità (dato che è piuttosto normale che i cani abbaino in presenza di estranei) ben superabile con altri rimedi apprestati dall’ordinamento".(@nmvi oggi)

lunedì 7 settembre 2015

Aggressioni: lettera di una madre


Dog with ownerORProrogata l’Ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. De Filippo: "ho voluto coinvolgere i medici veterinari liberi professionisti nella diffusione del possesso responsabile". Estate segnata da aggressioni: la lettera di una madre all'ANMVI. Il 4 agosto, il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ha annunciato la proroga dell' Ordinanza contingibile e urgente 6 agosto 2013, concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani. La materia è disciplinata dal 2009 con lo strumento legislativo dell'ordinanza ministeriale ed è oggetto di delega al Ministero della Salute (Ddl Lorenzin) per essere regolamentata per via legislativa ordinaria. Il Parlamento, tuttavia, non ha ancora licenziato la delega e pertanto, per evitare il vuoto normativo, è stata prorogata l'ordinanza. Ad essa è collegato un decreto ministeriale che - riconoscendo per la prima volta in un atto legislativo la medicina veterinaria comportamentale- istituisce, fin dal 2009, percorsi formativi per i proprietari di cani ('patentino') per una corretta gestione, specie nei luoghi pubblici, dei cani. Le amministrazioni comunali, soggetti principali del percorso educativo, hanno brillato in ben pochi casi e dove è successo è stato quasi sempre su spinta degli Ordini e delle associazioni veterinarie.

Proprio per incoraggiare il processo di educazione dei proprietari, il Sottosegretario De Filippo ha introdotto una modifica all'ordinanza, "volta a divulgare in maniera sempre più efficace la cultura del “possesso responsabile”. Questa modifica - dichiara De Filippo- "estende anche ai medici veterinari liberi professionisti la possibilità di promuovere e organizzare i percorsi formativi per proprietari di cani, precedentemente affidata solo ad ASL e Comuni, che non sempre però avevano proceduto in tal senso".

Alle cronache delle aggressioni- incessanti e con episodi di drammatica gravità- non fa seguito l'impegno attivo delle amministrazioni locali nell'organizzare corsi di formazione facoltativi - a scopo di prevenzione- nè obbligatori quando previsto dalla normativa; oltre a mancare una precisa contabilità epidemiologica quali-quantitativa degli episodi di morsicatura, aggressione e pericolosità, risulta ampiamente insufficiente il controllo e la sanzione ad opera delle autorità preposte. Molte le lacune e le inerzie degli enti e dei governi locali anche nella carente gestione delle anagrafi canine, nel mancato coinvolgimento dei medici veterinari comportamentalisti, nella omessa segnalazione da parte dei pronto soccorso e degli stessi proprietari.

Le eccezioni virtuose restano appunto tali in quanto isolate. Considerazioni e proposte -  oltre ad essere oggetto di numerosi comunicati stampa dell'ANMVI -sono contenute nel documento in elaborazione presso il Tavolo della Veterinaria avviato al Ministero della Salute su iniziativa di Anmvi, Fnovi e Simevep, facenti leva su un maggiore impegno delle amministrazioni cittadine nel sanzionare le violazioni.

La modifica dell'ordinanza, voluta da Sottosegretario, agisce sulla prevenzione del pericolo di aggressione da parte di cani. "Non si poteva prescindere dal coinvolgimento dei liberi professionisti, medici veterinari, che giornalmente prestano la loro opera su tutto il territorio nazionale incontrando i proprietari degli animali”- ha detto De Filippo, riscuotendo il plauso e l'apprezzamento della Categoria.

Ciononostante, in mancanza di un serio impegno nel controllo e nella verifica degli obblighi in capo ai proprietari di cani, senza una corretta applicazione dei provvedimenti e delle sanzioni previste per legge in caso di violazioni, senza l'individuazione di accorgimenti premiali per i proprietari "patentati",  la prevenzione risulterà del tutto insufficiente a contrastare persistenti resistenze e arretratezze culturali.  Lo conferma la testimonianza della madre di un giovane gravemente azzannato sugli scogli in una località della Sardegna, che il 19 agosto si è rivolta all'ANMVI. Per sua espressa richiesta, @nmvi Oggi pubblica la sua lettera integralmente, scegliendo per riservatezza di non riportarne le generalità.
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Buongiorno

chi scrive è la madre di un ragazzo di 18 anni (I.K.) che l’11 agosto è stato ricoverato all‘ospedale di Tempio Pausania (SS) con ferite profonde a causa dei morsi di due cani pitbull, liberi e senza museruola, sugli scogli di Capo Testa (SS): 20 gg di prognosi e lesioni profonde al petto, ad una gamba e un braccio e al dorso.

La descrizione dei fatti è riportata nella denuncia che mio figlio ha steso al Comando dei Carabinieri di S. Teresa di Gallura per lesioni personali gravi e OMISSIONE DI SOCCORSO da parte della padrona dei pittbull. E’ accertato che sono gli stessi cani che hanno aggredito il turista di cui all’articolo pubblicato dal quotidiano locale la Nuova Sardegna il 3 agosto 2015 dal titolo “Aggredito da tre pittbull nella Valle della Luna, turista si salva gettandosi in mare”, di Enrico Gaviano (online)
Ho letto tutti i commenti sul sito web del giornale relativi all’aggressione precedente, provando una gran pena e disgusto per i contenuti volgari ivi contenuti.

Non mi interessa alimentare polemiche tra cinofili e non sui network. 

Mi interessa invece non alimentare con il silenzio la rassegnazione per delle leggi che, pur essendo in vigore, vengono quotidianamente disattese: abbiamo l’Ordinanza ministeriale del 2014 (in scadenza a metà agosto 2015, quindi ancora in vigore al momento dell’aggressione) e norme che regolamentano la tenuta in luoghi pubblici di animali da guardia e da difesa (guinzaglio lungo 1,5 metri e museruola): ci auguriamo che non sia necessario l’aumento delle vittime per costringere i proprietari a prestare una maggiore attenzione civile ed inasprire le pene per coloro che non le osservano.
Lettera firmata

NB
Scrivo questa lettera e ve ne chiedo la diffusione per l’incolumità e la sicurezza pubblica.
Se al posto di un ossuto ragazzo alto un metro e ottanta, aiutato da suo cugino a salvarsi tuffandosi in mare, si fosse trovato un bambino i due pitbull se lo sarebbero sbranato vivo. E avremmo avuto l’ennesima notizia di cronaca nera.