Il bene comune
Bentornati su questo blog: oggi vorrei parlare del bene comune. Forse qualcuno si starà chiedendo cosa centri tutto questo con gli animali, ma sarete sorpresi di scoprire come il bene comune passa anche da questi esseri viventi, a torto considerati inferiori (!) alla specie umana. Nel mio paese (Scalea, in provincia di Cosenza), in data 7 febbraio 2011, avevo fatto richiesta al Comune, tramite l'associazione Z.O.E. di cui sono presidente, di un aiuola pubblica dove gestire un area sgambamento cani. Si chiama così uno spazio, spesso recintato, dove i proprietari di cani portano i loro amici a quattro zampe e li lasciano liberi di correre e giocare fra i loro simili. Tutte le città degne di questo nome hanno un'area dedicata ai cani, anche perchè sono sempre di più i cani nelle nostre famiglie, e per i proprietari è bello avere un posto dove poter lasciare liberi i loro amici senza creare problemi alle altre persone. Tutto questo, converrete con me, rientra nel concetto di bene comune, cioè tutto quello che va a fare gli interessi della comunità e non del singolo. Purtroppo oramai in Italia siamo diventati il paese della libertà, nel vero senso, poichè ognuno si sente libero di agire in base al suo interesse personale, senza pensare minimamente agli altri. Ma la cosa diventa ancora più grave quando ad agire così non sono i semplici cittadini, ma gli stessi rappresentanti delle Istituzioni, come ad esempio il Sindaco e la Giunta comunale. La politica non mi è mai interessata nè piaciuta, e lascio volentieri ad altri più qualificati di me il compito di occuparsene; ma quando, da cittadina, vedo delle palesi violazioni ai miei diritti, ritengo che sia giunto il momento di alzare la voce e farsi sentire. Pare che il Comune di Scalea, forse per rimpinguare le casse comunale a secco, cosa di cui si lagnano Sindaco e giunta da un anno circa, abbia deciso di vendere..no, mi correggo: abbiano già provveduto a vendere (in data 24 marzo 2011) una aiuola pubblica di circa trecento metri quadrati, in zona centrale, alla folle somma...tenetevi forte! di 774 euri!!! Si, signori miei, avete capito bene: settecentosettantaquattroeuri. Certo, una boccata d'aria fresca per le vuote casse comunali. E, indovinate un pò: l'aiuola in questione è proprio quella che avevo richiesto per trasformarla in una area sgambamento,cioè in un posto di pubblica utilità. Lasciamo da parte il fatto che ignoravo che gli spazi pubblici potessero essere venduti a privati cittadini senza colpo ferire, tra l'altro ad un prezzo di molto inferiore alla quotazione di mercato. A questo punto mi chiedo: se è possibile vendere una pubblica aiuola, sarà possibile anche vendere altri spazi pubblici, e, visti i prezzi competitivi, andranno letteralemente a ruba! Quindi,dalle pagine di questo blog, vorrei inoltrare formale richiesta al Comune di Scalea per acquistare la villa comunale. Ho calcolato che, in base ai prezzi, dovrei pagarla una bazzecola! Visto che si è completamente perso di vista il bene comune, invito tutti gli interessati a farsi avanti per acquistare pezzi della nostra bella cittadina, a cominciare dalla Torre Talao: pensate che resort a quattro stelle potrebbe farci unj impreditore lungimirante! Alla prossima, dalla vostra VetAnna!

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