mercoledì 8 luglio 2015

Non voleva pagare il veterinario: ora rischia due anni di carcere


tribunale rimini
A processo a Rimini con l'accusa di truffa aggravata, dopo aver fatto operare una gatta presso una struttura pubblica di Riccione, spacciando l'animale per randagio.
I fatti risalgono al 2010. Secondo l'accusa, la donna portò la propria gatta da un veterinario per farla visitare. La lastra fatta dal professionista aveva indicato una frattura che richiedeva un'operazione. Il prezzo chiesto di 800 euro avrebbe spinto la 40enne a fingere di aver trovato la gattina in strada, contattando il servizio veterinario del Comune di Riccione per farla operare gratis. Il veterinario, insospettitosi per il fatto che la donna non gli avesse affidato l'animale per l'operazione, si informò in modo scrupoloso, scoprendo tutto.

Secondo la ricostruzione dell'avvocato difensore, la vicenda ha contorni ben diversi da quelli delineati dalla pubblica accusa e dal veterinario. A sostegno della propria tesi, un documento prodotto in giudizio: la fattura della lastra, che è intestata al marito della donna, un uomo affetto da un deficit psichiatrico. Sarebbe stato l'uomo, ricevuta la gatta da una conoscente, a portarla poi dal professionista. Spaventato dal prezzo, avrebbe abbandonato la gattina, poi recuperata dalla moglie. Quest'ultima, casalinga che non beneficia di un regime di comunione dei beni nel matrimonio, avrebbe portato l'animale presso una struttura. All'epoca dei fatti i gatti non avevano il relativo microchip, quindi la proprietà del gatto doveva considerarsi a tutti gli effetti del marito e l'accusa di truffa aggravata per la donna non potrebbe sussistere.

Nella prossima udienza del 21 ottobre verranno sentiti in giudizio alcuni dei protagonisti della vicenda, su tutti il marito della 40enne. (@nmvioggi)

martedì 7 luglio 2015

Ospedali aperti agli animali

bambinocaneBimbi in corsia insieme al loro migliore amico a quattro zampe. L'ospedale Fatebenefratelli di Milano apre le porte ai cani, grazie a un progetto di pet therapy presentato oggi.
Presente per l'occasione il vicepresidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani. "In questo ospedale abbiamo una Pediatria straordinaria in una Milano che ha sempre più bisogno di
attenzione per i nostri bambini", afferma. "Qui al Fatebenefratelli - spiega - i piccoli pazienti potranno ora venire in ospedale nei momenti di cura portandosi i loro amici animali. Allontanarsi da casa, in particolare per un bambino, è sempre un momento difficile, per cui  il fatto di poter avere qui il proprio cagnolino, accarezzarlo e stargli vicino credo sia un conforto importante. L'ospedale Fatebenefratelli oggi realizza un progetto di alto valore sociale".

L'iniziativa viene varata nel rispetto del provvedimento approvato dal Consiglio regionale lo scorso febbraio, che segue l'Accordo tra ministero della Salute e Regioni in materia di benessere degli animali: le Regioni - ricorda Palazzo Lombardia - sono infatti chiamate a promuovere il contatto delle persone con gli animali da compagnia, rendendo tutti i luoghi pubblici accessibili anche per gli animali domestici, affermando così l'importanza della valenza che gli animali d'affezione rappresentano per la cittadinanza. "Abbiamo già stanziato oltre 2 milioni di euro per il benessere degli animali", aggiunge Mantovani, evidenziando che la Regione è anche "impegnata per contrastare l'abbandono e il maltrattamento animale, in un ottica di prevenzione del fenomeno, sostenendo la lotta contro il randagismo, le cure veterinarie e l'istituzione dell'anagrafe canina in tutti i Comuni".

"Grazie alla presenza di un animale domestico - conclude l'assessore - i bambini sviluppano fin da piccoli un senso di responsabilità e di empatia che li accompagneranno per tutta la vita. Peraltro, anche a livello scientifico è dimostrato che la presenza di un amico a quattro ampe può avere effetti assolutamente positivi sulla salute fisica e sull'equilibrio emotivo". (AdnKronos Salute)

Lavori di pubblica utilità: da poco anche il randagismo


CANEDALCANILEE' in vigore da venerdì 3 luglio, il Regolamento del Ministero della Giustizia che attua la legge di riforma delle pene detentive non carcerarie e del sistema sanzionatorio.

Attività nei musei, nei centri sociali e anche nei canili. Con il Regolamento in vigore da oggi, Via Arenula disciplina le convenzioni previste dalla legge 67/2014 per lo svolgimento di "lavori di pubblica utilità". Per i reati che prevedono una reclusione fino a cinque anni, il Pubblico Ministero può applicare la sanzione del lavoro di pubblica utilita'.

Che cos'è- Il lavoro di pubblica utilita'  consiste in una prestazione non retribuita in favore della collettivita' di durata non inferiore a dieci giorni, anche non continuativi, affidata tenendo conto anche delle specifiche
professionalita' ed attitudini lavorative dell'imputato, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, che operano in Italia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. La prestazione e' svolta con modalita' che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell'imputato e la sua durata giornaliera non puo' superare le otto ore.

Tipologie di attivita':
a. prestazioni di lavoro per finalita' sociali e socio-sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri;
b. prestazioni di lavoro per finalita' di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamita' naturali;
c. prestazioni di lavoro per la fruibilita' e la tutela del patrimonio ambientale, ivi compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale o di particolari produzioni agricole, di recupero del demanio marittimo, di protezione della flora e della fauna con particolare riguardo alle aree protette, incluse le attivita' connesse al randagismo degli animali;
d. prestazioni di lavoro per la fruibilita' e la tutela del patrimonio culturale e archivistico, inclusa la custodia di biblioteche, musei, gallerie o pinacoteche;
e. prestazioni di lavoro nella manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici, inclusi ospedali e case di cura, o di beni del demanio e del patrimonio pubblico, compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia;
f. prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalita' del soggetto.

Convenzioni- L'attivita' non retribuita in favore della collettivita' e' svolta secondo quanto stabilito nelle convenzioni stipulate con il Ministero della giustizia o, su delega di quest'ultimo, con il presidente del tribunale, nell'ambito e a favore delle strutture esistenti in seno alle amministrazioni, agli enti o alle organizzazioni indicati dal decreto. Tali convenzioni sono sottoscritte anche da amministrazioni, enti ed organizzazioni che hanno competenza nazionale, regionale o interprovinciale, con effetto per le rispettive articolazioni periferiche.

Accertamenti - Nelle convenzioni sono regolati gli aspetti organizzativi inerenti gli accertamenti sulla regolarita' della prestazione non retribuita effettuati dall'ufficio di esecuzione penale (@nmvioggi)

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DECRETO 8 giugno 2015, n. 88
Regolamento recante disciplina delle convenzioni in materia di pubblica utilita' ai fini della messa alla prova dell'imputato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67. (GU Serie Generale n.151 del 2-7-2015)