martedì 27 maggio 2014

Regole per i cani e possesso responsabile in Emilia Romagna

canedeiezioniraccolteVia libera dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali ai criteri per la detenzione da parte di privati di animali d'affezione, con specifiche disposizioni che riguardano i cani. La commissione, presieduta da Monica Donini, ha infatti espresso parere favorevole (sì dalla maggioranza dei presenti: Pd, Fds, Idv, Misto; contrari: Fi-Pdl) alle indicazioni tecniche predisposte dalla Giunta regionale per la tutela del benessere degli animali d'affezione, in particolare i cani.

Tra gli obblighi del proprietario, che risulta "responsabile della salute e del benessere" del proprio animale, quello di garantire "un ricovero adeguato" e di "assicurare giornalmente cibo e acqua pulita". Ancora, di provvedere alle cure sanitarie, a una adeguata attività motoria e al controllo dell'attività riproduttiva. È invece vietato mettere in atto "qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali" e qualsiasi altra azione che possa nuocere al loro benessere o determinare situazioni di rischio: ad esempio, tenere l'animale in spazi angusti, all'esterno senza un idoneo riparo o in isolamento privo dei necessari contatti. Inoltre, è fatto divieto di educare, addestrare o fare gareggiare gli animali ricorrendo a percosse, violenze e costrizioni fisiche, così come lasciare gli animali chiusi in veicoli o rimorchi senza un'adeguata areazione.

Per quanto riguarda in particolare la detenzione dei cani, il documento fissa le dimensioni dei ricoveri, che possono variare da un minimo di 4 fino ai 9 metri quadrati a seconda che l'animale pesi da meno di 10 kg a più di 40 Kg. Con un 'incremento di superficie' per ogni ulteriore cane nel medesimo ricovero che passa dai 3 ai 7 metri quadri, sempre in base al peso dell'animale. I box di ricovero – si legge nel testo – devono prevedere una superficie pavimentata di almeno il 30% del totale, con una opportuna inclinazione per il drenaggio e devono essere dotati di cucce "sufficientemente coibentate, con tetto impermeabile e adeguatamente isolate da terra".

Tra le altre disposizioni riservate ai possessori di cani è prevista inoltre la deroga all'obbligo di museruola nei luoghi pubblici per i cuccioli fino ai 6 mesi. Per quanto riguarda il divieto di uso della catena, è previsto che il proprietario che ne faccia uso in deroga sia tenuto ad esibire alle autorità di controllo il certificato medico del veterinario curante, che spieghi le ragioni del contenimento dell'animale e la sua durata. In caso di detenzione dovuta a pericolosità dell'animale, l'obbligo di catena è stabilito da un'ordinanza sindacale su parere rilasciato dal servizio veterinario dell'Ausl.

Sempre per i cani, i nuovi criteri prevedono che i Comuni autorizzino e realizzino nell'ambito di giardini e parchi pubblici appositi spazi per la "sgambatura", nei quali gli animali possano essere introdotti senza guinzaglio e museruola.

Nel dibatto ha espresso "forte dissenso" Luca Bartolini (Fi-Pdl). Sono intervenuti poi i consiglieri del Pd Marco Barbieri, Giuseppe Paruolo e Antonio Mumolo, ad avviso dei quali, pur con diverse motivazioni, il documento rappresenta un punto di mediazione tra le diverse esigenze in campo.

Un pet in casa: antidoto alla crisi

FAMIGLIACONCANEOltre 9 italiani su 10 proprietari di un pet  assicurano di non poter più fare a meno della presenza di un quattrozampe dentro e fuori le mura domestiche.
Il risultato dell'ultimo Rapporto Assalco-Zoomark ha i numeri di un plebiscito: il 91% degli intervistati in una ricerca a corredo del Report (458 connazionali padroni di cani e gatti, per il 76% donne) ritiene l'animale il collante che tiene unita la famiglia, trasmettendo a tutti gioia, buonumore e serenità (lo dice il 94%), e smorzando tensioni e litigi (84%). E per altrettanti il pet è un antidoto alla crisi: nei momenti di difficoltà la compagnia di un animale allevia le preoccupazioni e tira su il morale (91%), aiutando a distrarsi e a sentirsi meglio anche in questo periodo di incertezza economica (90%). Una 'medicina' infallibile per gli anziani e per i bambini: anche i nativi digitali preferiscono gli animali ai videogame. Parola del 55% dei genitori.

Dalla fotografia scattata da Iri Information Resources per il Rapporto Assalco-Zoomark 2014, emerge che il 90% degli intervistati si occupa personalmente del 'cucciolo' di casa senza delegare il compito a nessuno.

Secondo l'87% dei proprietari la presenza di un animale contribuisce a passare più tempo in famiglia. I cani, in particolare, stimolano a una vita più attiva, all'aria aperta.
Ancora: l'88% consiglierebbe a una famiglia con bambini di adottare un pet, perché ritiene che crescere con un animale stimoli la capacità di socializzazione ed educhi i più piccoli al rispetto e alla responsabilità. E il 97% raccomanda la compagnia di un quattrozampe agli anziani, nella convinzione che li incoraggi a restare attivi e a mantenersi giovani sia fisicamente che mentalmente, favorendo la socializzazione (99%).

"I pet sono ormai veri e propri membri della famiglia - commenta Luigi Schiappapietra, presidente di Assalco - e per chi ha il piacere di vivere insieme a loro diventa impensabile rinunciare a un affetto così profondo. E' anche per questo motivo che gli italiani cercano sempre più spesso di portare con loro il pet, ovunque vadano. Le istituzioni si stanno muovendo in questo senso, permettendo l'accesso agli animali in un numero sempre maggiore di luoghi, come gli ospedali o gli uffici. Anche i locali pubblici sempre più spesso invitano i propri clienti a non lasciare a casa il pet, condividendo con lui tutti i momenti possibili".

La ricerca indaga anche sull'importanza che i padroni di animali danno alla salute e alla dieta dell'amico a quattrozampe. Il consiglio del veterinario è il fattore che più pesa nella scelta del petfood più giusto (44%), insieme ai gusti dell'animale (46%). Il 92% degli intervistati considera l'alimentazione 'doc' un elemento cruciale per la salute e il benessere di cani e gatti. E pur di accontentarli e di farli star bene non si bada a spese: l'89% dei proprietari afferma di non far mancare nulla al pet, nonostante la crisi. L'82% non ha mai rinunciato all'acquisto di alimenti industriali, e il 50% confessa di viziare il quattrozampe con regalini su misura nelle occasioni speciali.

Nel Rapporto Assalco-Zoomark si ricordano anche i dati Eurispes 2014 sul budget degli italiani per i loro animali: il 52,1% dei possessori di pet spende in media meno di 30 euro al mese ("massimo 1
euro al giorno, quanto un caffè", notano gli autori del Report) per il fabbisogno nutrizionale, igienico e sanitario dell'animale; il 32,8% arriva fino a 50 euro mensili ("1,60 euro al giorno, meno del costo di un quotidiano"). Ci sono poi un 10,9% che dichiara una spesa fino a 100 euro al mese, un 2,1% che arriva a 200 euro e un 1,6 % che li supera. (Adnkronos Salute).

martedì 20 maggio 2014

Aggressioni: Londra punisce i proprietari antisociali





Dangerous-dog-or
E' parzialmente positivo il giudizio della British Veterinary Association sulle nuove leggi sul possesso responsabile del cane. Esclusi dalla tutela giuridica i cani vittime di aggressioni, eccetto i cani da assistenza. Fino a 14 anni di carcere per attacchi mortali. Punibili anche gli incidenti dentro la prorpietà privata.
Il 14 maggio sono entrate in vigore alcune modifiche al Dangerous Dogs Act del 1991. Le variazioni sono conseguenti al varo dell' Antisocial Behaviour, Crime and Policing Act 2014 che estende il suo campo di applicazione agli incidenti verificatisi dentro la proprietà privata e aumenta le pene in caso di condanna conseguente al malgoverno dei cani; lo stesso provvedimento garantisce una particolare tutela giuridica ai cani da guida e assistenza, vittime di aggressioni canine.

Cosa cambia- Dal 14 maggio scorso, nel Regno Unito, i proprietari che con il loro comportamento irresponsabile permettono che il loro cane attacchi delle persone o dei cani da assistenza dovranno affrontare pene detentive più severe. I proprietari potranno ritrovarsi in tribunale anche se il loro cane attacca una persona nella loro casa o in qualsiasi proprietà privata. Unica eccezione l'aggressione canina ai danni di un intruso.
D'ora in poi le pene detentive massime in Inghilterra e Galles sono: da due a 14 anni in caso di agressione mortale, da due a cinque anni per lesioni e fino atre anni in caso di aggressione ad un cane guida.
Le modifiche normative affidano poteri preventive alle autorità locali e di polizia. Tali misure includono provvedimenti nei confronti del  proprietario del cane come: frequentare le lezioni di addestramento del cane; riparazione recinzioni di loro proprietà per evitare la fuga del cane: richiedere che il cane indossi la museruola in pubblico.
Microchip- Ulteriori misure per contrastare gli antisocial dog owners entreranno in vigore nel aprile 2016, quando microchip sarà un requisito legale per tutti i cani in Inghilterra, e da marzo 2015 in Galles. (link)

La reazione della BVA - L'Associazione aveva condotto una lunga battaglia per la revisione totale del Dangerous Dogs Act, in quanto inadeguato a tutelare i cittadini e gli stessi pets da aggressioni canine e in quanto focalizzato sulla razza invece che sul comportamento. Le istanze non sono state del tutto accolte.
Il Presidente Robin Hargreaves ha commentato: "Siamo lieti di vedere l'inclusione di misure di prevenzione dei comportamenti antisociali. Non sono le misure (Dog Control Notices) che avevamo proposto, ma ci auguriamo che possano agevolare le forze dell'ordine ad interventire prima che si verifichino le aggressioni". "Accogliamo con favore la nuova tutela dei cani guida - aggiunge Hargreaves-  ma siamo delusi dal fatto si è persa l'occasione per estenderla ad altri animali. Le aggressioni canine verso animali innocenti hanno conseguenze angoscianti per gli animali che ne rimangono vittima, per i loro proprietari e per i veterinari. L'attacco ad altri animali può inoltre far presagire aggressioni contro le persone". Altro fattore di "particolare scontento" per i veterinari della BVA è il fatto che non si è intervenuti sulle specificità di razza, elementi inefficaci che purtroppo restano in vigore, nonostante sia provata la loro inefficacia ai fini della tutela dell'incolumità pubblica. "Questa è stata un'occasione persa e noi continueremo a campagna per un'ulteriore revisione della legislazione"- ha aggiunto il Presidente BVA, concludendo: "I nostri membri ritengono inoltre che si deve educare di più il pubblico se si vuole una riduzione di incidenti terribili come quelli che abbiamo visto nei titoli dei giornali negli ultimi anni". 

Dal 10 maggio al 9 giugno parte la campagna: "porta il sacchetto"



porta il sacchetto copy
ANMVI rinnova il patrocinio alla campagna sociale "Porta il Sacchetto" che, quest'anno, coinvolgerà quattro grandi città. Il 10 maggio partirà la seconda edizione di "Porta il sacchetto": la campagna che promuove la raccolta delle deiezioni canine nelle aree verdi destinate alla sgambatura dei cani. La conferenza stampa che lancerà l'iniziativa si svolgerà domani a Milano. Per l'ANMVI- che ha rinnovato il patrocinio- parteciperà Emanuele Minetti, a testimoniare ancora una volta l'importanza che i medici veterinari attribuiscono all'igiene urbana e alla prevenzione attraverso la raccolta delle deiezioni, sia nelle vie cittadine che nelle aree verdi preposte alla sgambatura dei cani.Il capoluogo milanese- iniziatore del progetto nel 2013- non sarà il solo ad ospitare la campagna. Quest'anno infatti si sono aggiunti Roma, Firenze e Bari. Veterinari neo laureati e studenti di Veterinaria daranno informazioni, consigli e distribuiranno gratuitamente ai proprietari gli astucci contenenti i sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine.
L'iniziativa, promossa dall'Associazione No Profit MarcaSociale con il Patrocinio di A.N.M.V.I (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e con il prezioso sostegno di Bayer, ha l'obiettivo di evitare la diffusione involontaria di malattie pericolose di origine parassitaria, prevenire l'infestazione di altri cani e preservare l'igiene dei parchi, frequentati abitualmente anche da bambini.Il successo ottenuto nel 2013 grazie all'attività svolta nelle aree verdi milanesi, nuovamente interessate anche quest'anno, ha permesso di estendere la campagna su scala nazionale, coinvolgendo le città di Firenze, Roma e Bari. 
Dal 10 maggio al 7 giugno, l'appuntamento è ogni Sabato al Parco con "Porta il Sacchetto":

MILANO:1. Parco delle Basiliche, Via Molino delle Armi
2. Parco Sempione, Piazza Sempione – Piazza Castello
3. Parco I. Montanelli, Porta Venezia
4. Giardino Don Giussani (Parco Solari), Via Andrea Solari

ROMA:
1. Valle dei Cani (Villa Borghese)
2. Giardini Piazza V. Emanuele
3. Giardini Via Marmorata
4. Giardini Viale Carlo Felice

BARI:
1. Parco 2 Giugno
2. Giardini Piazza Umberto I
3. Giardini Piazza Garibaldi
4. Area Pane e Pomodoro (Lungomare Perotti)

FIRENZE:
1. Giardini di Campo di Marte
2. Parco dell'Albereta
3. Parco di Villa Vogel
4. Giardini di Campo di Marte

I proprietari di cani sono invitati a partecipare attivamente a questo evento. Per farlo sono invitati a fotografare il proprio amico a 4 zampe e postare lo scatto sulla pagina Facebook dell'iniziativa.
Contribuiranno in questo modo a diffondere un messaggio di civiltà e rispetto degli animali e dell'ambiente.

sabato 3 maggio 2014

Pompei: saranno i veterinari ASL a tutelare i randagi



RANDAPOMPEI
Un accordo tra Soprintendenza, Comune e Asl per "avviare un sistematico controllo sanitario di tutti i cani presenti" negli scavi archeologici di Pompei. Ad annunciarlo in una nota la Soprintendenza per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, che accoglie "con pieno favore e massima collaborazione il provvedimento del Comune di Pompei volto a risolvere la questione del randagismo interno all'area archeologica di Pompei".

"Al fine di garantire la tutela e la sicurezza dei visitatori e al tempo stesso di salvaguardare i piccoli ospiti del sito - aggiunge la nota - verrà sottoscritto un accordo tra Soprintendenza, Comune e Asl per avviare un sistematico controllo sanitario di tutti i cani presenti che saranno censiti, sterilizzati e microchippati in modo da eliminare qualsiasi possibile fonte di pericolo o di diffusione di patologie per i turisti, in ottemperanza alla legge della Regione Campania numero 16 del 24 novembre 2001 in materia di ''Tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo in materia di randagismo''".

"E' esclusa, dunque, qualsiasi forma di intervento drastico nei confronti degli animali che, una volta effettuate tutte le verifiche sanitarie, potranno continuare a circolare liberamente ma sotto controllo nel sito che in quanto area archeologica è per sua natura aperta su vari fronti", conclude la nota.

Abolita la ''caccia ai cani'' negli scavi, si opta dunque per la cura dei quattrozampe con l'adozione degli animali come ''cani di quartiere''. Il Commissario prefettizio al Comune, Aldo Aldi, ha disposto che i veterinari della Asl provvedano a visitare, sterilizzare e microchippare i cani che vivono nel sito. Una volta accertato che gli animali non siano pericolosi per i turisti e veicoli di malattie, saranno adottati dal comune come "cani di quartiere". Il cuore del provvedimento sta nel primo punto dell'articolo 10 che dice: «Laddove si accerti la non sussistenza di condizioni di pericolosità per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere animale libero. Tale animale si definisce cane di quartiere». E infatti è proprio questo il mandato conferito ai veterinari delle Asl: censire, visitare, sterilizzare e microchippare i cani che vivono nell'area per accertare che non siano pericolosi per i turisti.

«Amo gli animali, in particolare i cani, tanto da averne avuti dieci - commenta Aldi - ho, tuttavia, la responsabilità di tutelare le persone applicando le norme previste dalla legge in materia di randagismo». Soddisfatti i volontari delle associazioni che da anni si occupano del benessere dei cani della zona: «Sarebbe stato davvero un grave errore sbatterli in canile e non solo da un punto di vista etico - dicono -: presto nuovi esemplari si sarebbero facilmente riappropriati del territorio vanificando così ogni intervento».  Anche se il provvedimento è temporaneo dal momento che il mandato di Aldi sta per scadere.

giovedì 1 maggio 2014

Veterinaria e spot elettorali

Marco MelosiEsplode fra i politici- anche di schieramento opposto- la moda dell'assistenza veterinaria gratis. Da Roma a Milano è una 'mania'.

Ed è una 'mania' compulsiva, una  rincorsa al consenso popolare che  fa leva sul diffusissimo rapporto familiare e sociale con cani e gatti.
Sono spesso iniziative non sorrette da autentica progettualità nè da una attenta analisi dei bisogni sanitari e sociali insiti nella convivenza umana con gli animali da compagnia. Lo scopo- non di rado dichiarato- è di attrarre consenso elettorale, moltiplicare le tessere di partito, conquistare voti con dichiarazioni di stampo animalista.

Ma barattando gli animali con il voto, confondendo la sanità veterinaria con il protezionismo, la professionalità medica con il volontariato laico, si rende un pessimo servizio agli animali e ai loro proprietari. Che spesso rimangono infatti a bocca asciutta. Tanti proclami e nessun progetto.

L'esigenza di garantire cure di base agli animali da compagnia dei proprietari in difficoltà economica o in disagio sociale è un'esigenza reale. Reale è anche l'esigenza di eliminare la piaga del randagismo che in un Paese in agonia finanziaria come il nostro moltiplica la spesa pubblica e i canili lager.

L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani avverte da molto tempo questa esigenza, tanto che- precorrendo i tempi- ha proposto ai Governi, nazionali e regionali, che si sono succeduti nell'ultimo decennio un progetto che riguarda anche, ma non solo, la medicina veterinaria sociale, attraverso il coinvolgimento di una rete di strutture veterinarie private in grado di offrire- in regime di semi convenzione con le Pubbliche Amministrazioni- prestazioni veterinarie di base, nell'interesse sanitario degli animali e della società umana.

Questo progetto è serio, verificato e realizzabile. Forse per questo non interessa o interessa solo sotto elezioni.

Marco Melosi, Presidente ANMVI

Via la tassa sui rifiuti se adotti un cane


cane-randagio copy copySe adotti un randagio, il sindaco ti abbuona la tassa rifiuti. Ogni randagio fa spendere 700 euro/anno, la Tari fa ne entrare meno della metà. Per risolvere il problema del randagismo e dei conti pubblici che non quadrano più, l'incentivo fiscale è una strategia che molti comuni stanno attuando.

A Bologna, ogni cane randagio costa infatti alle casse comunali almeno 700 euro l'anno di mantenimento (salvo imprevisti medici), mentre la nuova Tari vale in media poco più di 300 euro a famiglia. Insomma, i conti li ha già fatti l'assessore bolognese alla Sanità, Luca Rizzo Nervo, ora resta da capire se le esperienze analoghe già avviate in molti comuni del Centro e Sud Italia funzionano pure. Per quanti anni il Comune può rinunciare all'introito della tassa rifiuti? E come verificare che l'incentivo non diventi un escamotage per i furbetti per non pagare il balzello comunale, liberandosi però a stretto giro del cane adottato?

Che una soluzione al problema del randagismo vada trovata è per altro fuori discussione. Se nel solo canile di Bologna sono un centinaio i cani ospitati, in tutta Italia sono oltre 100mila gli ingressi registrati ogni anno nelle strutture pubbliche (dati del ministero della Salute), ma i randagi a spasso per le strade del Paese sono almeno sei o sette volte tanti, stima la Lav (e oltre due milioni e mezzo i gatti). Ciò significa che, escludendo l'onere dei danni e degli effetti sanitari legati al randagismo, solo per mantenere gli ex amici dell'uomo a quattro zampe nei canili noi contribuenti spendiamo un centinaio di milioni di euro l'anno. Costringendo per altro i cani a una vita davvero bestiale.

Ecco spiegato perché il sindaco di Avellino ha deciso di riconoscere uno sconto fiscale fino a 700 euro alle famiglie che adottano un cane del canile. Cifra dimezzata a Sant'Agata di Puglia e trasformata in un bonus direttamente erogato a chi adotta un animale. Mentre il comune di Santi Cosma e Damiano (Latina) riconosce all'affidatario, per ciascun cane, un contributo annuo a titolo di compartecipazione alla spesa per il mantenimento di tutto riguardo: 500 euro per il primo anno, 400 per il secondo, 300 per il terzo. E c'è pure chi, oltre alla dote economica, regala il kit di spazzola e guinzaglio.