mercoledì 6 aprile 2011

QUANDO FINIRA'?

Un breve servizio di Rete 3 Digiesse, televisione locale di Praia a Mare, ha portato alla ribalta l'ennesimo caso di avvelenamento di cani randagi nella cittadina di Tortora. Oramai il problema randagismo è diventato endemico delle nostre zone, ma non è certo questo il modo giusto di risolverlo. Purtroppo le Istituzioni, a Tortora come in tantissimi altri paesi e città italiane, soprattutto al Sud, si sono sempre dimostrate poco attente al problema, mettendolo sempre agli ultimi posti per quello che riguarda le cose da fare. Quello che le persone pare non vogliano capire, è che i cani (come gli altri animali, domestici e non) non sono giocattoli da usare finchè ci fa comodo o da mostrare come simboli di potere o richezza. Si tratta invece di esseri senzienti, con una loro intelligenza e sensibilità, e naturalmente con i loro bisogni, che non devono essere sottovalutati. Il bisogno di riprodursi è un bisogno insopprimibile e assolutamente naturale e legittimo per un animale; molti, per finto pietismo, pensano che fare sterilizzare il proprio animale sia crudele, ma non si fermano a riflettere sul fatto che cani non sterilizzati partoriscono ogni sei mesi, aumentando in tal modo il numero di randagi presenti sul territorio. Quale soluzione proporre allora per tentare di arginare il fenomeno? Sicuramente una forte campagna di sterilizzazione dei cani di proprietà è il primo passo per evitare gravidanze indesiderate e cuccioli abbandonati in mezzo alla strada. In secondo luogo, attivazione dei corsi per il patentino, da consigliare a chiunque ha già o è in procinto di prendere un cane, esattamente come si fa per chi vuole ottenere la patente per auto e motorini. Accrescere la consapevolezza delle persone è il primo e fondamentale passo per cercare di fermare il circolo vizioso degli animali abbandonati. A presto da VetAnna!

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