lunedì 21 dicembre 2015

Festeggiare bene il Natale con i nostri amici pets!



immagineLa Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari ha realizzato cinque locandine con immagini originali e raccomandazioni specifiche per la cura degli animali.
Per "evitare che i giorni di festa si rivelino un incubo casalingo" per gli animali da compagnia, il Ministero della Salute ha avviato una campagna di prevenzione e sensibilizzazione dedicata alla cura degli animali da compagnia". Nel materiale informativo "Feste felici con i nostri amici" realizzato dalla competente Direzione Generale si parla di cibi da evitare, pericoli legati alle decorazioni natalizie, raccomandazioni per il trasporto e precauzioni da adottare durante la notte di Natale e di Capodanno durante l’esplosione di fuochi d’artificio. Infine una delle raccomandazioni più importanti è legata all’eventualità di scegliere un cucciolo come regalo di Natale.

Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato l'iniziativa con un comunicato stampa: “Le feste natalizie, che sono per noi un momento di gioia e di condivisione, possono nascondere per loro qualche insidia o essere la causa di brutte avventure. È per scongiurare tutto questo che abbiamo pensato in modo specifico a fornire dei consigli e accorgimenti in grado di rendere il Natale un periodo felice anche per loro.

"Durante i pranzi natalizi- si legge nella nota curata dal Direttore Generale Silvio Borrello-  può capitare, in un slancio d’affetto, di dare ai nostri amici bocconi di cibo non proprio adatti a loro. Oppure, durante i festeggiamenti, di esplodere botti che possono procurargli terribili ed inutili spaventi".  Non manca un invito alla prudenza nel regalare un cucciolo: evitare di farne dono, in particolare ad un bimbo, se non si è d’accordo con la famiglia o non si è sicuri che il destinatario possa prendersene cura, è certamente un comportamento responsabile. "Un cucciolo non è un peluche- raccomanda la Direzione ministeriale: " non fatene dono a qualcuno, in particolare ad un bimbo, se non siete d’accordo con la famiglia o non siete sicuri che possa prendersene cura. E non dimenticate: se decidete di prendere un cane o un gatto, pensate ad adottarne uno prendendolo in un rifugio: lo farete felice per sempre". 

Raccomandazioni alimentari- Durante le feste non variare la loro alimentazione e non esagerare con il cibo. Qualche strappo alla solita dieta è concesso se limitato ad un boccone extra, ma evita cibi eccessivamente conditi, speziati o piccanti.
In linea generale sono alimenti da evitare:
il cioccolato (in particolare quello fondente, tossico per cani e gatti)
i dolci (non solo quelli natalizi)
le noci, la frutta secca e l’uvetta
gli avanzi e in particolare gli ossicini

In viaggio-vacanza- Portare in vacanza i tuoi amici a quattro zampe richiede qualche accortezza in più. Prima di ogni altra cosa, informati in anticipo se le strutture che hai scelto accolgono anche gli animali.
Consigli utili:
assicurati di avere i suoi documenti in regola, in particolare passaporto e libretto sanitario
informati sugli obblighi sanitari del luogo in cui andrai in vacanza
informati sui regolamenti delle compagnie aeree, marittime e ferroviarie
in auto non è consentito lasciarlo libero. E’ obbligatorio che viaggi nel trasportino o nel bagagliaio diviso da un’apposita rete oppure assicurato con la cintura di sicurezza.

Pericoli sotto l'albero - Chi vive con un cane o un gatto sa bene quanto gli animali domestici siano incuriositi dalle decorazioni natalizie. Diversi oggetti che attraggono la loro attenzione sono però potenzialmente pericolosi:
Decorazioni dell’albero, specie palline in vetro o in platica dura
Cavi delle luci
Nastri e fiocchi dei regali
Polistirolo
Gancetti per le decorazioni
Candele accese incustodite
Neve artificiale
La Stella di Natale è una pianta che può essere pericolosa se ingerita. Il succo lattiginoso che esce dal gambo di questo bellissimo fiore è velenoso. Da evitare l’ingestione, il contatto cutaneo e il contatto con gli occhi.
Per sviare la sua attenzione lasciate giocare il vostro amico con una scatola di cartone dei regali vuota, senza carta o nastri a cui bisognerà praticare prima qualche foro con le forbici.

Fuochi e botti- I fuochi d’artificio provocano paura e stress nei nostri animali. Sono un vero incubo! Ogni anno molti animali, come gli esseri umani, rimangono feriti o muoiono a causa dei botti di capodanno.
Consigli utili:
allo scoccare della mezzanotte non tenerlo all’aperto e non lasciarlo solo
per attutire i rumori chiudi le finestre e tieni alto il volume della radio o della tv
cerca di distrarlo con i suoi giochi o con bocconcini appetitosi e prova farlo stancare giocando molto con lui durante la giornata

Regalare un animale a Natale- Deve essere una scelta responsabile e consapevole, è importante considerare il destinatario, l’ambiente in cui vivrà, la specie, la razza ogni anno, molti animali regalati a Natale, senza l’opportuna consapevolezza, vengono poi abbandonati in estate. Nessun animale da compagnia deve essere venduto ai minori di 16 anni senza il consenso esplicito dei genitori o di altre persone che esercitano la responsabilità parentale (Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, art.6, ratificata dall’Italia Legge 4 novembre 2010, n. 201). Prendi un cane o un gatto al rifugio: se lo adotti lo farai felice per sempre! (fonte: @nmvioggi)

lunedì 14 dicembre 2015

Report e pet food: comunicato dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI)


caddogorLa puntata di Report dedicata al pet food è stata un’occasione mancata. Considerata l'esperienza giornalistica della trasmissione, ci saremmo aspettati un’indagine utile a far conoscere una realtà che coinvolge il 50% delle famiglie italiane.
Purtroppo non è stato così. Si è avuta la netta impressione che l’obiettivo della trasmissione fosse solo quello di screditare il mercato del pet food, un obiettivo talmente evidente da non esitare a screditare anche i veterinari per animali da compagnia che consigliano il petfood ai loro pazienti.

Più che sulla dieta casalinga - che solo nei casi di formulazione e prescrizione da parte di un veterinario nutrizionista può per completezza ed equilibrio essere sostitutiva del petfood - la trasmissione ha puntato sull'alimentazione 'fai da te', basata sugli scarti di cucina, un'opzione certamente sconsigliabile, anche per le diverse esigenze nutrizionali delle persone rispetto a quelle di cani e gatti.

La SCIVAC (Società Culturale Veterinari per Animali da Compagnia)- oggi la più importante società del settore- fin dagli esordi nel campo dell'aggiornamento scientifico ha approfondito gli aspetti nutrizionali e produttivi del petfood; già negli anni Ottanta, la SCIVAC visitava alcuni centri di studio e produzione, confrontandosi con le esperienze della comunità veterinaria internazionale, soprattutto con esperti americani ed inglesi che erano già in grado di portare evidenze scientifiche a sostegno dei prodotti industriali, in antitesi ad una scarsa cultura nutrizionale (appunto basata sugli scarti alimentari) che trascurava l'importanza dell'alimentazione nel benessere e nella longevità di cani e gatti.

L'attenzione della SCIVAC si è spostata anche sui cambiamenti sociali, che nell'arco di vent'anni hanno modificato profondamente le abitudini di vita e lavoro degli italiani: una indagine del 2005 promossa dalla Società fra i propri iscritti evidenziava la diffusione esponenziale del pet food nei proprietari di animali da compagnia e un gradimento legato anche alle garanzie di sicurezza alimentare. Il cibo industriale per cani e gatti soggiace a regolamenti europei di igiene e sicurezza alimentare che impongono - diversamente da quanto dichiarato da Report- norme e controlli ufficiali proprio come avviene per l'alimento destinato al consumo umano.

A distanza di dieci anni, è in corso una nuova consultazione fra i Medici Veterinari. Le oltre duemila compilazioni che sono pervenute fino ad ora confermano una esperienza professionale pluriennale (ultra ventennale in alcuni casi) di valutazione delle scelte nutrizionali e alimentari dei proprietari di cani e gatti in Italia.

La crescente diffusione di animali da compagnia nelle case degli italiani si accompagna ad una parallela affermazione del pet food come scelta alimentare preferenziale dei proprietari per svariate ragioni, non ultima la fiducia nella qualità di questi prodotti. Dal canto loro, i Medici Veterinari hanno potuto osservare da un lato una sempre maggiore attenzione alla scelta delle materie prime e ai processi produttivi da parte dei produttori di pet food e dall'altro l'allungamento della vita media di cani e gatti  accompagnato dall'innalzamento della qualità di vita anche negli animali anziani o con problemi di salute.

L'attenzione dei Medici Veterinari per il pet food discende quindi dal non trascurabile contesto socio-economico in cui sono inseriti i proprietari/clienti e dalle scelte che essi fanno per il loro animale, scelte che è sempre consigliabile valutare con il Medico Veterinario curante. E di fronte alle quali è doveroso per un Medico Veterinario essere preparato non solo sul piano clinico, ma anche del mercato e della società che cambia. (Ufficio Stampa ANMVI)

Veterinario gratuito a Vittorio Veneto: iniziativa del Rotary


cane vetVisite gratuite a cani e gatti, alcuni dei quali non erano mai stati dal veterinario perché i proprietari sono in situazione economica disagiata. L’iniziativa è del Rotary Club Treviso-Piave in collaborazione con il comune di Vittorio Veneto. Obiettivo: dare la possibilità anche alle famiglie in difficoltà economica di avere animali domestici sani e registrati all’anagrafe canina. «E’ un’iniziativa che il Rotary ci ha proposto e che ha avuto subito grande successo – commenta Barbara De Nardi, assessore ai servizi sociali -. Abbiamo aderito con entusiasmo perché ne avvertivamo la necessità. I nostri servizi sociali infatti, nell’accogliere le persone in stato di disagio valutano tutti gli aspetti, compresa la presenza di animali domestici che possono risentire di questa situazione».

Sono stati proprio i servizi sociali a fornire al Rotary i nominativi delle persone bisognose che avevano animali da curare. Il 20 ottobre scorso, quindi, tre veterinari e un’ambulanza veterinaria si sono installati nel giardino degli uffici dei servizi sociali, e hanno accolto cani, gatti e cuccioli. Sono stati visitati, alcuni sottoposti alla microchippatura e avviati all’iscrizione all’anagrafe canina. Sono inoltre stati programmati interventi di sterilizzazione e altre operazioni necessarie per le patologie riscontrate durante la visita. Tutto gratuito.

«Ci saranno altre giornate dedicate alle visite, e questo oltre a tutelare la salute degli animali d’affezione, ci consentirà - conclude l’assessore De Nardi -, di controllare gli animali, procedendo alla loro identificazione e vaccinazione, per limitare la diffusione di malattie e contenere gli abbandoni ed il conseguente randagismo». (fonte)

martedì 1 dicembre 2015

La lotta ai parassiti deve essere fatta tutto l'anno!




cicliORZanzare, pulci e zecche, stanno diventando sempre più insidiose. Crescono i fattori di rischio che il Medico Veterinario deve valutare: condizioni climatiche ed ambientali, stili di vita, nuovi vettori. La protezione antiparassitaria è consigliabile tutto l'anno. Campagna ANMVI-SIDEV-ESCCAP.
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Prende il via questo mese una campagna stampa di sensibilizzazione alla prevenzione, attraverso il controllo delle infestazioni da parassiti interni e da parassiti esterni. Promossa secondo le linee guida ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites), la campagna evidenzia il ruolo del medico veterinario nel consigliare la protezione antiparassitaria annuale più efficace e personalizzata.

Nuovi fattori di rischio• Cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura e l’elevato tasso di umidità che si protraggono ormai ben oltre l’estate si stanno rivelando determinanti nell’estendere i cicli vitali di questi vettori; nemmeno l’autunno ferma l’assalto di zanzare, pulci, pidocchi e zecche
• Nuovi vettori si aggiungono a quelli autoctoni: la zanzara tigre, che punge nelle ore diurne, aumenta il rischio di trasmissione della Filariosi cardiopolmonare
• Stili di vita: da qualche anno sempre più spesso gli animali seguono i proprietari negli spostamenti per vacanza o per lavoro. Questo fenomeno può portarli a contrarre delle infezioni nei luoghi di soggiorno temporanei, per poi infettare gli altri animali una volta tornati nelle zone di residenza
• Ambiente di vita: la maggior parte dei cani e dei gatti sono membri della famiglia e vivono sempre in casa dove, grazie al riscaldamento, i parassiti trovano tutto l’anno temperature “primaverili”, adatte alla loro sopravvivenza. Gli animali, inoltre, che vivono all’aperto o insieme ad altri, i randagi, gli animali dei ricoveri, i cani da caccia e da lavoro sono a maggior rischio di venire a contatto con endo ed ectoparassiti, magari legati a specie selvatiche.

Ogni animale richiede cure specifiche e personalizzate
- Il Medico veterinario, nel raccomandare un programma per il controllo dei parassiti, deve tenere in considerazione molti fattori, tra cui l’età dell’animale (giovani e anziani sono a maggior rischio), lo stato fisiologico (femmine in gestazione e lattazione possono trasmettere malattie/parassiti alla cucciolata), lo stile di vita e se vive con altri soggetti o con altre specie, all’aperto o in appartamento, se viaggia o è stanziale.

Controllo dei vermi intestinali tondi e piatti (endoparassiti ascaridi, ancilostomi e tricuridi)- E' importante che duri per l’intera vita dell’animale. Con le attuali misure di lotta a questi parassiti si è ridotta la morbilità e anche la mortalità di soggetti in giovane età, anche se spesso le infestazioni negli adulti sono senza sintomi o con sintomi lievi. Ne consegue una continua eliminazione e disseminazione di uova nell’ambiente per lunghi tempi, sovente all’insaputa del proprietario. E’ importante sapere che alcune specie di parassiti intestinali (es. ascaridi e anchilostomi) rappresentano un rischio concreto anche per l’uomo e in particolare per i bambini; il loro controllo è un gesto di responsabilità sia verso i nostri amici a quattro zampe che verso noi stessi, protraendolo fino all’autunno, quando la riapertura delle scuole aumenta la frequentazione dei parchi e ne favorisce la trasmissione.

Controllo degli endoparassiti non intestinali (Dirofilaria immitis e Dirofilaria repens). La Filariosi cardiopolmonare (FCP) e la Filariosi sottocutanea (FSC) sono endemiche in numerosi Paesi del sud e dell’est Europa. I cambiamenti climatici, favorevoli allo sviluppo del parassita, e l’aumentata frequenza di spostamenti degli animali d’affezione hanno aumentato il rischio di infestazione per il cane e il gatto durante l’arco dell’anno: in particolare, gli esperti consigliano di effettuare la prevenzione nei confronti della filariosi, con la somministrazione mensile, iniziando non oltre 30 giorni dall’inizio della stagione di volo dei vettori ed continuandola fino al tardo autunno. Nell’Europa del Sud, come in Italia, il trattamento dovrebbe cominciare a maggio e continuare fino a novembre-metà dicembre. Allo stato attuale il controllo si basa sull’uso di farmaci in grado di eliminare le larve trasmesse con la puntura della zanzara, evitando che diventino adulte.

Controllo degli ectoparassiti: pulci e zecche. L’infestazione dei parassiti cutanei solitamente segue cicli stagionali. Il loro maggiore effetto è legato alla comparsa di problemi cutanei come prurito e, in alcuni casi, forme allergiche; oltre all’azione di sottrazione di sangue, che può diventare grave nei casi di soggetti giovani e di infestazioni massive con lo sviluppo di anemie, questi parassiti possono essere vettori di patogeni che portano a malattie gravi e persino mortali, sia nel cane sia nell’uomo.
L’aumentata movimentazione degli animali d’affezione associata ai cambiamenti climatici e ambientali in atto, influenzano la diffusione di alcune specie di ectoparassiti e delle malattie da essi trasmesse rendendola potenzialmente pericolosa in ogni stagione. È poi possibile l’introduzione di nuove specie di ectoparassiti in regioni attualmente non endemiche anche attraverso la movimentazione di animali e/o migrazioni di specie selvatiche.

Nuove dinamiche stagionali- L’infestazione da pulci ha picchi in tarda primavera, ma recenti studi dimostrano che nelle nostre case il rischio di infestazione da pulci resta alto anche in inverno grazie al riscaldamento domestico: in queste condizioni il controllo dell’infestazione deve essere costante durante tutto l’anno: sempre più spesso i dermatologi veterinari riscontrano problemi dovuti alle pulci in autunno inoltrato e in inverno quando i trattamenti sono stati interrotti perché si è erroneamente considerato solo l’abbassamento della temperatura esterna.
Anche l’infestazione da zecche segue dinamiche stagionali (marzo-giugno; agosto-novembre) ma alcune specie sono presenti durante l’intero anno sia nell’ambiente che sugli animali: il periodo autunnale è quello più a rischio per la trasmissione di malattie in quanto spesso i proprietari interrompono la prevenzione troppo presto; è quindi consigliabile proteggere gli animali in modo continuativo. (Ufficio stampa: Vox Idee) (fonte:@anmvioggi)

Ritirato opuscolo ingannevole



Stop hand nuvola.svgIl nuovo catalogo sarà corretto con il riferimento al Medico Veterinario. E' l'impegno assunto dalla SPEM, società che cura la distribuzione di specialità medicinali e parafarmaceutici.
L'impegno assunto dalla ditta è il risultato dell'azione dell'Ordine dei Medici Veterinari di Pavia che aveva contestato  una frase contenuta nella guida-catalogo dei prodotti in vendita: "Chiedi sempre al tuo farmacista: saprà consigliarti e guidarti nelle scelte dei prodotti migliori anche per i tuoi amici a 4 zampe!”.

Ad avviso dell'Ordine, il rimando alla figura professionale del Farmacista, in luogo del Medico Veterinario, costituisce un messaggio promozionale scorretto, teso ad indurre gli acquirenti dei prodotti per animali domestici a rivolgersi a soggetti non competenti per dare consigli per la cura dei loro animali. Attività che invece doveva essere riferita, necessariamente ed in modo esclusivo, al medico veterinario. Il portale fnovi.it - dandone notizia- aggiunge che l'Ordine si era spinto fino a paventare che la pubblicità del rilascio di consulenze sulla salute degli animali realizzate dai farmacisti può integrare il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 del codice penale.

Alla richiesta dell'Ordine di Pavia di cessare la pubblicità ingannevole ha fatto seguito il riscontro della SPEM. Riferisce fnovi.it che la Società -pur ritenendo innocue e in buona fede le espressioni contestate- ha informato di aver ritirato la guida divulgativa dei prodotti veterinari (farmaci e mangimi) e che per il futuro i messaggi alla clientela recheranno l'indicazione di chiedere sempre consiglio al medico veterinario.

L'iniziativa della SPEM si inseriva nel progetto commerciale Valore Salute che riunisce un gruppo di Farmacie presenti su tutto il territorio nazionale. (fonte:@nmvioggi)

Spara al gatto per necessità: assolto allevatore avicolo



trib cremona"La condotta dell'uomo è stata determinata dalla necessità di evitare che tale danno si aggravasse". Assoluzione al Tribunale di Cremona.
Ha ucciso "per necessità". Da qui l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" dall'accusa di uccisione di animali di un allevatore di tacchini che ha imbracciato il fucile da caccia e sparato al gatto che, a sua volta, nel capannone aveva già fatto fuori 900 dei suoi 10mila tacchini, causandogli un danno di 11mila euro.

Il fatto risale al 3 ottobre del 2009, quando una pattuglia della polizia provinciale, passando davanti all'allevamento, notò che l'allevatore stava sparando con un fucile da caccia verso la vegetazione. Subito dopo, la pattuglia vide chel'uomo aveva colpito il gatto. E venne denunciato. Cacciatore, una collaborazione lunga quindici anni con la Provincia di Cremona all'interno del piano di controllo della volpe, al giudice Francesco Beraglial'allevatore, documentazione alla mano, ha raccontato di essersi recato, quel giorno, nel capannone. L'allevatore ha spiegato che "purtroppo, questo comportamento determina la morte di animali o per soffocamento o perché risulta necessario abbatterli in seguito alle lesioni riportate. Mentre rimuovevo le carcasse, ho notato che il gatto tentava nuovamente di entrare nel recinto e dopo aver tentato inutilmente di cacciarlo, ho preso il fucile". Un colpo solo, si è giustificato l'allevatore. In quel momento arrivò la polizia provinciale.

Il giudice del Tribunale di Cremona non ha ritenuto che l'allevatore non volesse colpire il gatto, ma solo spaventarlo. Lo ha però assolto, perché presupposto del reato è che l'uccisione di animali sia cagionata senza necessità. Nel caso dell'allevatore "è indiscutibile e dimostrato - osserva il giudice - che la presenza del gatto all'interno dell'allevamento di tacchini aveva già cagionato all'imputato un consistentissimo danno economico e che la condotta dell'allevatore è stata determinata dalla necessità di evitare che tale danno si aggravasse a causa della morte di un numero indeterminato di altri volatili, non potendo egli presidiare il capannone giorno e notte".

"Orbene, ha scritto il giudice nella motivazione della sentenza- la Cassazione ha più volte evidenziato come nella nozione di "necessità" ch eesclude la configurabilità del delitto in questione rientra ogni altra situazione che induca all'uccisione dell'animale per evitare un pericolo imminente o per evitare l'aggravamentodi un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile". Nel caso dell'allevatore " è indiscutibile e dimostrato che la presenza del gatto all'interno dell'allevamento di tacchini aveva già cagionato all'imputato un consistentissimo danno economico e che la condotta dell'allevatore è stata determinata dalla necessità di evitare che tale danno si aggravasse a causa della morte di un numero indeterminato di altri volatili, non potendo egli presidiare il capannone giorno e notte" (fonte)

lunedì 16 novembre 2015

20 modi per fare impazzire il tuo veterinario



dottore arrabbiatoCi sono venti comportamenti dei proprietari che decisamente fanno impazzire il veterinario, aumentandone l'ansia e la frustrazione.
Da un confronto on line fra medici veterinari di tutto il mondo, ecco venti comportamenti dei proprietari di animali da compagnia che fanno arrabbiare, anzi generano ansia, irritabilità e frustrazione professionale.
Li ha raccolti il Blog Exoticpetvet, evidenziando come i comportamenti elencati riguardino clienti di tutti i ceti sociali, da quelli che amano il loro animale più di ogni altra cosa a quelli che al contrario non lo amano affatto. Spesso i proprietari avanzano richieste non realistiche e sviluppano aspettative irrealizzabili e il veterinario che cerca di assecondarli deve anche mettere in conto un sacco di frustrazioni e di stress.

I venti esempi riportati dal Blog non sono che "i modi più comuni per fiaccare tutta l'energia e buona volontà" di un veterinario. Eccoli.

1. Chiamare la clinica 5 minuti prima dell'orario di chiusura, il venerdì sera perchè il pet da ben tre giorni ha il vomito, non mangia, trema, ha una diarrea esplosiva, ma solo in quel momento è diventata una emergenza... 
2. Dissentire da una intera serie di possibili diagnosi perchè l'allevatore, il dog sitter, il barista sotto casa, il cugino o la nonna hanno già stabilito di cosa soffre l'animale e come andrebbe curato.
3. In situazioni analoghe pronunciare la frase: «Ma ho letto su Google che ..."
4. Rifiutare tutti i test diagnostici o i trattamenti idonei ad affrontare i molteplici problemi di salute congeniti del prezioso animale con pedigree, adducendo ristrettezze finanziarie o mostrarsi scandalizzati alla proposta di sterilizzazione, perché lo si vuole utilizzare per la riproduzione.
5 Chiedere un parere professionale e ignorarlo completamente, salvo poi lamentarsi con il veterinario che l'animale non migliora o peggiora. Quindi considerarsi derubati se si rendono necessari ulteriori interventi più costosi.
6. Chiedere prestazioni gratuite "perché è solo un randagio": un gatto vagante che vive, mangia, e dorme in casa vostra da 10 anni è ormai il vostro animale domestico, non è più un randagio.
7. Allo stesso modo, dire che è un caso di "soccorso" non si qualifica automaticamente come trattamento gratuito, né tantomeno giustifica il rifiuto a fargli avere le cure mediche di cui ha bisogno.
Se l'animale "salvato" non ha accesso a cure veterinarie tempestive e appropriate, non potrà dirsi "salvato"
8. Raccontare che l'animale "salvato" presenta forme di aggressività o paura perchè è stato maltrattato, pur non sapendo nulla della sua storia. Nella maggior parte dei casi gli animali sono timorosi perché non sono stati socializzati, non perché sono stati picchiati. La paura della scopa non significa necessariamente che l'animale è stato picchiato con una scopa.
9."Se amate gli animali dovete curarli gratuitamente". Se i veterinari lavorassero gratis ogni volta che viene loro richiesto, non ci sarebbe più neanche una clinica veterinaria (per bancarotta), non si ripagherebbero  le spese di laurea, non avrebbero di che mangiare. Non stanno cercando di rapinare nessuno, ma svolgendo un lavoro che amano, nell'interesse degli animali.
10. Chiedere la modifica dei dati riportati nella cartella clinica, o di "levare qualcosa", di modo che l'assicurazione paghi le spese. E' una frode.
11. "E 'solo molto vecchio" non è  una diagnosi nè una valida ragione per spiegare che l'animale non vede il veterinario da anni e ora soffre di insufficienza renale, gli marciscono i denti che cadono, soffre di ipertiroidismo... L'età non è una scusa per giustificare che questo accada.
12. Portare il gatto nella clinica in braccio senza un trasportino. Certo, si potrebbe pensare che è ben educato, ma potrebbe scappare sia dal proprietario che fuori in strada.
13. Dire al veterinario dopo che è stato morsicato che l'animale l'ha fatto altre volte e che il veterinario per il l avoro che fa dovrebbe considerare normale essere morsicato. Oppure dire che è colpa della cattiva gestione del veterinario se è diventato aggressivo
14. Avere un animale da compagnia esotico o particolare senza essersi informati sulle sue esigenze di cura basilari e portarlo dal veterinario quando è troppo tardi.
15. Rifiutare la sola idea di usare farmaci efficaci contro i parassiti perchè si utilizza olio di cocco / aglio / cristalli / olio per motore / o sciocchezze simiili.  Non è così che funziona la scienza.
16. Essere maleducati o pedanti con il personale e diventare gentili solo in presenza del veterinario. Lo staff è lì per prendersi cura dell'animale quando il veterinario è impegnato e non si fanno capricci per esigere di parlare con il veterinario immediatamente..
17.  Protestare per l'estrazione di 9 denti marci, lamentando che il costo è astronomico, quando il veterinario vi aveva detto di fare un controllo all'anno e ve ne siete dimenticati appena fuori dalla porta della clinica.
18. Dire «Non ha dolore, mangia sempre e non piange ". Gli animali sanno affrontare il dolore, ma se è zoppo soffrirà, se riesce a mala pena alzarsi la mattina probabilmente ha problemi di artrite e patisce dolore. Il fatto che mangi non è indice di qualità di vita.  Ascoltate i veterinari quando vi dicono che il vostro animale avverte dolore, hanno fatto molta formazione per riconoscerlo.
19. "Lo farò morire serenamente a casa". La morte spesso non è serena come la si vede nei film. Se l'animale  sta lottando per respirare, non può sollevare la testa, non  mangia da giorni, è disidratato e debole, si si sporca di urina e feci... e l'elenco potrebbe continuare..., perchè non si vuole prendere in considerazione l'eutanasia? La dignità nella morte è meglio di una lenta agonia a casa.
20. Dispensare consigli ad altri clienti in sala d'attesa, in disaccordo con il trattamento del veterinario, affermando  di essere un esperto di quella certa razza perché ne avete avuta una per 20 anni.(fonte: @nmvioggi)