mercoledì 30 marzo 2011

'SCUTAME, DOTTORE'!!!

Tempo fa mi capitò una cliente particolare: aveva acquistato da pochi mesi un cucciolo di Pastore Tedesco da un allevamento prestigioso del Centro Italia, e lo aveva rinchiuso in una gabbia di circa due metri quadrati, con una cuccia di legno adatta per un cane molto più piccolo della sua taglia. Il cane passava tutta la sua giornata solo, chiuso lì dentro; una volta al giorno, un inserviente della signora lo faceva uscire per fare una breve passeggiata. La prima volta che sono stata chiamata per visitare il cane, l'ho trovato stressato e agitato. Il cane, non avendo altri passatempi, si rincorreva la coda e, quando riusciva ad acchiapparla, la mordeva fino a farla sanguinare. "Scutamè, dottorè, questo cane è scemo", fu l'incipit della signora quando arrivai sul posto "quello che avevo prima, lui sì che era intelligente, queste cose non le faceva, questo me lo hanno venduto scemo, mi hanno fregato". Tutte le mie proteste per contestare il fatto che il cane scemo non era, ma solo stressato, furono inutili; così come fu inutile spiegare che non si poteva tenere un cane (ma nessun animale!) rinchiuso in una gabbia così piccola per tutto il giorno e la notte: voleva dire condannarlo alla pazzia! Ogni due-tre mesi, la signora mi telefonava cominciando sempre così:"Scutamè, dottorè, il mio cane è scemo: che possiamo fare?" Vi garantisco che dopo ben tre volte che andavo a vederlo senza riuscire a smuovere di un passo la signora dal suo convincimento, mi ritrovai stressata anche io! Purtroppo, molta gente non vuole capire che gli animali non sono giocattoli o strumenti di potere  (per dimostrare il nostro prestigio), ma sono esseri viventi che soffrono e gioiscono proprio come noi, e come tali meritano tutto il rispetto che gli è dovuto.Vi starete chiedendo come è andata a finire: la signora è stata sonoramente rimproverata per il trattamento che faceva subire al suo cane, e da allora ho perso le tracce di entrambi, con mio sommo rammarico (almeno per il povero cane!)...ma immagino che la signora avrà trovato qualche collega più...paziente di me a cui telefonare e dire: "Scutamè, dottò!". Alla prossima.

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